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Il Piccolo Giornale 20 luglio 2007 PDF Print E-mail

Villa Obizza acquistata
per 190mila euro

Lo scorso lunedì è stato firmato l'atto di compravendita di Villa Obizza. La villa, che versa in condizioni precarie e in drammatico abbandono, era di proprietà della famiglia Invernizzi, ed è stata acquisita per 190mila euro, dalla Fondazione Villa Obizza, costituita da una serie di comuni, enti pubblici, associazioni e privati. L'avventura è iniziata grazie alle trattative di Agostino Alloni vice presidente della Provincia di Cremona, con l'aiuto dell'architetto Carlo Dusi che ne ha redatto il progetto e Ferruccio Romanenghi, sindaco di Ricengo. Ora il progetto entra nel vivo. Il 27 luglio a Milano si terrà un incontro con la Soprintendenza per i fondi e la messa in sicurezza con inizio lavori a fine settembre. La Bcc di Offanengo ha dato il suo pieno appoggio per sostenere la Fondazione ed il progetto di recupero di Villa Obizza.
La villa prevede un uso sia pubblico che privato, con una parte destinata ai comuni coinvolti nella fondazione, si pensa di mettere alla sede del consorzio dei fontanili, mentre una parte, a reddito, sarà usata per eventi pubblici, come congressi e altre manifestazioni. Villa Obizza è l'unica villa veneta palladiana in Lombardia, per questo è stato coinvolto sia l’Istituto ville venete che la regione lombardia per poter accedere ai fondi per la sua ristrutturazione. Villa Obizza di Bottaiano, piccolo borgo nel Comune di Ricengo (Cremona), è l’unico esempio di grande dimora storica lombarda realizzata secondo i canoni e gli stili architettonici delle famose ville venete. Voluta da Giò Matteo Obizzi, consigliere della città di Crema, alla fine del 1600 la villa venne terminata nel 1702 come risulta da due epigrafi poste sull’edificio. Un secolo più tardi cominciava un progressivo abbandono e, se nell’area della villa continuava l’attività agricola, l’edificio adibito a residenza divenne deposito per le
derrate, anche se nel 1912 venne posta sotto vincolo artistico. Passata di mano da un proprietario all’altro questo monumento, già inserito peraltro fin dal 1996 nell’elenco del Patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco, rischia, per un persistente stato di degrado e di abbandono, di crollare se non si interviene con un restauro di consolidamento strutturale. Per salvare la villa dal suo degrado, alla fine del 2005 viene costituito, dopo una serie di incontri preparatori realizzati per sensibilizzare l’opinione pubblica, l’Associazione Amici di Villa Obizza. L’Associazione, nel febbraio 2006, riesce a fare siglare un protocollo d’intesa tra la Soprintendenza per i Beni Culturali (Arch. Luca Rinaldi) e la provincia di Cremona, inserendo la Villa negli otto edifici in emergenza da mettere al più presto in sicurezza. Nel luglio 2006 la Provincia di Cremona firma con la proprietà della Villa una dichiarazione d’intenti per l’acquisto entro sei mesi. Individuato il tipo di soggetto giuridico, che è diventato proprietario della Villa, è stata costituita una Fondazione in partecipazione tra pubblico e privato. 

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